Passaggio a Moccò. La Via dei Carsi

Febbraio secco e luminoso, vento di bora, temperatura quasi polare. Una brigata di camminatori, modello agili-veloci, parcheggia due Shooting-Brake dall’aria decisamente vissuta sulla piazza di Bagnoli. Dopo un rapido scambio di opinioni, si dirigono da Ota, bar-pasticceria fornita di dolcezze e ottimi tonici pre- scarpinata. Voci allegre affermano che è la giornata ideale per misurarsi con il sentiero che da Bagnoli della Rosandra sale verso S. Antonio in Bosco. E allora…che si aspetta? Pronti? Via!…

Paesaggio intorno a Borst
Paesaggio intorno a Borst

I camminatori attraversano Bagnoli fino a Konec, seguono il sentiero Cai n. 1 e salgono al bivio, poi sentiero n. 15 direzione colle di Moccò, ruderi del castello. Spiriti entusiasti, colti da un’affannata felicità spendono a voce alta alcune parole per onorare la Val Rosandra.

Chiesa di S. Antonio in Bosco
Chiesa di S. Antonio in Bosco

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Le tentazioni culinarie di Fritz

Pomeriggi di gennaio silenziosi e riservati. Le finestre, velate dai vapori della cottura in cucina, proteggono i segreti della casa. Gatto dorme con gli occhi stretti stretti, pelosa ciambella morbida. La coda, che di tanto in tanto sospira, si scuote, dondola lenta, poi resta immobile, cade verso il pavimento. Un punto esclamativo sospeso nell’aria. Solo il naso, sembra veramente vivo. Gatto ha un mantello mimetico, appare e scompare dal divano, come lo Stregatto di Lewis Carroll. Forse dorme o forse cerca la verità in se stesso. Il gatto, si sa, è un camminatore solitario, un essere saggio che Dei pietosi hanno donato agli uomini per guarirli dalle loro infelicità. Questo gatto qui, il mio gatto, conosce i segreti della vita e ha sviluppato una relazione pacifica con il mondo. Lo gestisce secondo le sue attitudini e dona generosamente agli altri la sua serenità. È uno spirito contemplativo e come tale gode del momento presente, uno stato celestiale. La sua condizione  è qualcosa di ineffabile. Immagino che conosca se stesso. E, insegna Meister Eckhart, chi conosce se stesso, conosce tutte le cose.

Gatto di Endre Penovàc - Pinterest personale
Gatto di Endre Penovàc – Pinterest personale

A volte, per imparare a comprendere bisogna sperimentare molto, tanto. Sperimentare continuamente, fermarsi, osservare, gustare, annusare, toccare, sentire e sentirsi. Sono i segni di cambiamento che parlano nel tempo in cui esisti.

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Peccati di gola e regole monastiche

«Essenziali per la vita umana sono l’acqua, il pane, la veste e la casa per proteggere la nudità», Ecclesiastico XXIX. Adesso invece ai golosi non bastano più i frutti degli alberi, o i diversi generi di legumi, le radici delle erbe, i pesci del mare, gli animali della terra o gli uccelli del cielo, ma vanno in cerca di spezie, si procurano aromi, si nutrono di pollame, scelgono gli animali più grassi cucinati dall’arte dei cuochi più raffinati e riccamente preparati dai servitori». 

Fino a pochi giorni fa eravamo immersi nella frenesia delle festività, affannosamente occupati a nutrirci di frutti proibiti ad alto contenuto calorico. Abbiamo affollato mercati e supermercati, cucinato per il palato di amici e parenti, rielaborato le vecchie e super collaudate ricette della nonna, commentato la reputazione e il duro lavoro degli chefs stellati. Abbiamo banchettato con lo stesso gusto di Nero Wolfe  alternato a qualche senso di colpa. La continentia doveva aspettare tempi migliori. Nonostante i consueti buoni propositi, abbiamo inseguito cibo e piacere. Ci siamo forse perduti in situazioni moralmente eccepibili?

Adriaen van Utrecht (Anversa, 1599 – Anversa, 1653) Banquet Still Life, 1644, Rijksmuseum
Adriaen van Utrecht (Anversa, 1599 – Anversa, 1653) Banquet Still Life, 1644, Rijksmuseum

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Ombre epifaniche di un passato inquieto

Zia Alma carissima

ti bacio e ti invio i miei auguri più cari. Sarei stata felicissima di trascorrere le festività natalizie in famiglia, ma quest’anno va così, con la data del rientro  ancora da definire. Devo studiare sodo per arrivare in tempi brevi a concludere questa mia fatica. Spero che sentirete la mia mancanza come io sento la vostra. Ti ringrazio per avermi inviato le antiche decorazioni in vetro della nonna. Babbo Natale e gli angeli sono un ricordo dolcissimo della mia infanzia e mi faranno compagnia.

In questi giorni il cielo e l’atmosfera a Parigi sono piuttosto tetri. Ieri, al mercato, sull’Île de la Cité ho acquistato garofani, gladioli, tulipani e rose gialle. Sono bellissime, profumano di sole e ananas maturo. Ho disposti i fiori in giro per casa. È come avere una tavolozza di colori allegri che tengono lontani il grigiore e quella preoccupante sensazione di prigionia che ogni tanto mi prende al laccio.

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La luce invisibile di Dicembre

Carissima zia Alma,

sei stata veramente gentile ad invitarci per queste festività e noi accettiamo molto volentieri! I ragazzini hanno fatto salti di gioia e il marito non vede l’ora di respirare il profumo dei boschi. Il mio piccolo dice che l’unica cosa brutta delle vacanze a casa delle zie è che finiscono troppo in fretta. Preparatevi all’assalto. Siamo pronti a invadere le vostre case e a saccheggiare le vostre dispense. A quanto pare nessuno riesce a dimenticare i sapori deliziosi della vostra cucina. Per quanto mi riguarda, ho preparato doni e valigie per tutti.

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