Birra rossa con sapere sublime ed eminenti virtù in casa Xi Jinping

Vi è mai capitato di avvertire un incontenibile desiderio di pizza e birra rossa in una serata di inizio primavera buia e tempestosa? Una di quelle serata con il cielo solcato da bagliori sinistri in stile sorprendentemente Frankestein junior, dove i tuoni fendono lo scrosciare dell’acqua con rombi cupi e fragorosi?

Bagliori sinistri
 

E lì, proprio lì, di fronte alle intemperanze della natura, quando guardate l’acqua scivolare precipitosa sui vetri e state pensando che solo uno scriteriato uscirebbe con un tempo simile, vi sale su il profumo dell’ultima pizza che avete mangiato, che era buona, ma veramente buona.

Gocce di pioggia
 

Sono quelli gli attimi in cui diventa estremamente improbabile trovare un’anima generosa disposta ad abbandonare tutto il meglio che offre la vita per uscire con voi, che in quella sera di tempesta fragorosa avete l’improvviso desiderio di rosicchiare salamino piccante avvolto nel pomodoro. In realtà neanche voi, normalmente, lascereste il divano, Dylan Dog, l’ultimo libro di William Boyd, telecomandi di vario formato e tavoletta di cioccolato fondente per infilarvi impermeabile e galosce. Pensate poi se qualche amico può decidere di abbandonare superbe azioni di copertura, fasi di ripartenza, tempismo di giocata, prestazioni infinite e indomabili, appoggio e smistamento palloni per gratificare quel vostro languore particolare. Avete capito di che cosa sto parlando? Ma delle partite di calcio, ovviamente! Ecco, non sapete proprio chi chiamare…la vostra migliore amica è partita per altri lidi, alle altre non osate telefonare. Perdereste il vostro posto nella loro vita… Se non che, sobbalzate dal divano perché, inaspettato, lo smartphone vi lancia alcuni segnali di vita e sul display leggete il nome di quella collega dell’ufficio del secondo piano che non sentite da tempo. Rispondete per curiosità (cosa vuole?) e venite subito invitate a mangiare la pizza tanto desiderata. Ma che fortuna! La collega aggiunge che sta scappando di casa perché fortemente provata da una giornata di lavoro, marito in crisi professionale e figli in caduta libera scolastica. Accettate. Siete entrambe sollevate e non ve ne importa un bel niente se imperversa l’ululato del temporale. Stasera entrambe propendete per l’avventura. Vi infilate quell’impermeabile ultra resistente all’acqua e vi armate di quell’ombrello che sapete non arriverà vivo alla macchina. Non fa nulla. Lo aprite lo stesso. Il vento lo rivolta in su, l’acciaio delle stecche si piega, fate lo sforzo di riaggiustarlo e così riuscite a bagnarvi quel tanto che vi procura una leggera, ma solo leggera, irritazione. Entrate in macchina e mentre appoggiate l’ombrello a terra, acquistate la certezza che vi potrà essere utile solo per il rientro a casa. Poi sarà la sua fine. Mettete in moto pensando che la pioggia senza vento è una bella cosa. Le strade sono vuote e i parcheggi sono a portata di macchina. Vi fermate praticamente davanti alla pizzeria. Ringraziate il maltempo che lascia tutti a casa ed entrate. La collega vi aspetta, forse già pronta a raccontare le malefatte di figli e marito. Dopo gli abbracci di rito, ordinate la birra e la sorseggiate con gusto. La collega, di statura piccola, carnagione rosea e maniere eleganti, è decisa, invece, ad escludere assolutamente dal discorso qualsiasi elemento che ricordi le malefatte della sua famiglia. Vi dilettate a parlare delle vecchie mura di un castello in Irlanda che la ospiterà durante le ambite ferie estive. In rinforzo al castello, trasformato in una dimora campestre di notevole bellezza, commentate pure sull’attuale proprietario, il dodicesimo conte, recentemente citato nelle cronache mondane per un flirt piuttosto intenso con una giovane, promettente e, naturalmente, bellissima attrice francese. Il tempo di attesa delle pizze si limita a pochi minuti. Pochi i tavoli occupati. Quello al nostro fianco vanta la presenza di due attempati giovanotti che conversano fitto fitto. Mascella quadrata, occhi grigi, fluente barba bianca, aspetto aggressivo, voce calda e avvolgente uno, occhi penetranti e bruni, capelli à la page e aspetto bonario di un cocker spaniel, l’altro. La mascella quadrata ritrae la testa e scoppia in una risata. Chissà che si son detti. L’altro, uomo di solida struttura, allarga le spalle ampie, sospira e sorride. Beve la sua birra ad ampie sorsate e affronta come argomento la Cina, che afferma, oggi come oggi, sforna miliardari in dollari di settimana in settimana. Alzando leggermente la voce, il suo compagno lo interrompe per dire che Cina, Hong Kong, Taiwan e Macao se la passano decisamente bene grazie all’equilibrio geopolitico di tutto il territorio, alla crescita della classe media (ma non è quella che l’ Occidente sta facendo sparire a velocità supersonica?), all’aumento dei prezzi immobiliari e agli investimenti per le infrastrutture. Aggiunge due calcoli, in velocità. Origliamo attente. Per l’ Europa, la Cina rival power di Washington non è da prendere sottogamba. La classe media cinese, valutata in circa 370 milioni di persone destinate a raddoppiare nei prossimi anni, vive in città sconosciute ai più, esterne ai grandi circuiti che non possono ancora raggiungerle. «Lo sapevi», aggiunge la mascella quadrata, «che le città cinesi con più di un milione di abitanti sono 260 contro le 10 negli Stati Uniti e le 18 in tutta Europa?» Ascolto, orecchie ben dritte. Della Cina probabilmente sappiamo tutti ben poco.

Un tratto del fiume Yangtze tra le province di Szuch'uan e Hupei nella regione di Ch'eng-tu
Un tratto del fiume Yangtze tra le province di Szuch’uan e Hupei nella regione di Ch’eng-tu

Assaporiamo alcuni gusti della sua cucina, siamo documentatissimi sulla Grande Muraglia, alcuni forse ricordano le dimostrazioni di massa del 1989 in piazza Tien’anmen, leggiamo l’oroscopo cinese e ci andiamo in vacanza ma forse non teniamo in debita considerazione che dalle trasformazioni dell’economia e della politica cinese e i rapporti con gli Stati Uniti, dipenderà tanta parte del nostro futuro di europei. Tra un boccone e altro, l’orecchio, più che dritto, ormai dimensione Dumbo per carpire qualche buona nuova, ho chiaro che l’ascesa economica di questo Paese è una faccenda veramente straordinaria e decisamente rapida. L’uomo dall’aspetto bonario e occhi penetranti annuisce con aria saputa e dice: « Due sono i fattori che hanno inciso in senso positivo e forgiato le lame per una sfida all’economia occidentale veramente avvincente: il consolidamento del potere personale di Xi Jinping al vertice del PCC così da governare a tempo indeterminato e la decisione di creare un’economia di mercato crescente a tutto campo e controllata dallo Stato.

Si tratta di un esperimento di natura economica e politica di ampia portata, non solo per la Cina, ma per tutto il mondo». Si ferma, beve una lunga sorsata, poi riprende: « Si vocifera che l’ MSCI Emerging Markets, l’indice di riferimento per Blackrock e Vanguard Group, due delle maggiori società di investimento al mondo per fondi comuni di investimento e fondi negoziati in Borsa, nel giugno di quest’anno includeranno i titoli quotati sulle piazze della Cina continentale». «Come probabilmente saprai» aggiunge la mascella quadrata «il governo cinese, fresco di riforme legislative, ha organizzato un organo centrale di supervisione in modo da unificare la Commissione cinese di regolamentazione bancaria con quella assicurativa. Sono affascinati da un orientamento activity-based, sul modello australiano». Pilucca dal piatto alcune fettine di pizza. Poi riprende: «Questa soluzione renderà possibile la convivenza di banche e compagnie assicurative nella stessa sede. In un paese dal welfare magro e dalla corruzione obesa, con una soglia critica per la sostenibilità ambientale, la disuguaglianza tra classi sociali, libertà civili e processi di urbanizzazione non ancora permanenti a causa della carenza di una rete di sicurezza sociale, si lavora per integrare la Cina nell’economia globale e sostituire l’antica saggezza cinese alla ancor giovane libertà americana che continua ad esportare beni tecnologici, culturali e alimentari di qualità mentre la Repubblica Popolare Cinese ha registrato in marzo un calo dell’export di circa il 2,7% annuo. La notizia è stata trasmessa dall’autorità delle dogane di Pechino, la General Administration of Customs.». Con un mormorio di assenso e un lampo di interesse che gli rinvigorisce l’espressione, la mascella quadrata richiama l’attenzione su Xi Jinping, eletto nel 2013 dall’Assemblea Nazionale del Popolo, Presidente della Repubblica. Invece di ciarlare, io e la mia amica rimaniamo in ascolto, scambiandoci ogni tanto qualche occhiata di assenso. Vigili e attente, come a scuola. Alcune brevi notizie biografiche ci informano di una lunga e affidabile carriera come funzionario di partito, l’apprendistato in provincia, come vuole la logica di formazione permanente della politica cinese e una serie di incarichi prestigiosi, e poi, Xi Jinping diventa vice presidente della Repubblica nel 2008. All’epoca mancano ancora la nomina a Segretario Generale e Capo della Commissione Militare Centrale. Considerato l’uomo giusto per trasmettere l’immagine di una Cina totalmente rassicurante su globalizzazione e libero mercato, il presidente cinese, ormai sotto i riflettori più di una star di Hollywood, si prodiga a rimuovere le ragioni delle inquietudini popolari e a navigare sulla lunghezza d’onda della gente. Alla luce dei nuovi equilibri, sembra avere un occhio di riguardo soprattutto per le nuove generazioni a cui vuole indicare il significato positivo dell’agire concreto in una nazione che possiede una storia antica e una tradizione condivisa di ideali e aspirazioni confluiti nella nascita della Repubblica Popolare Cinese, annunciata in piazza Tien’anmen nell’ottobre 1949. «Xi Jinping è un politico di autorevolissima caratura, particolarmente venerato in Patria per tenere costantemente alta la guardia contro la corruzione. Il volto improntato alla compostezza, la postura distesa e i toni assertivi supportano gli annunci sulla volontà della Cina di avere un ruolo di potenza mondiale grazie all’autorevolezza cooperativa di tutto il popolo, costruttore esemplare di una veloce e straordinaria ascesa economica.

Contadini presso un carro trainato da un bue -Scultura in argilla, prima metà della dinastia T'ang - Seattle, Washington, Art Museum, Collezione Eugene Fuller
Contadini presso un carro trainato da un bue -Scultura in argilla, prima metà della dinastia T’ang – Seattle, Washington, Art Museum, Collezione Eugene Fuller

Il pacifico e produttivo “sogno cinese” che Xi Jinping delinea sta acquistando un’identità che possiede la sua essenza in un nazionalismo orgoglioso, germogliato in migliaia di anni di storia, privo (apparentemente) di volontà di potenza espansionistica ed egemonica quanto piuttosto desideroso di coesistere all’interno di un universale destino condiviso», continua l’amico dall’aspetto bonario. «Le relazioni tra cariche pubbliche e interessi privati sono da sempre un’ombra pesante sulla Cina. La vastità del territorio e il disinteresse del potere centrale per le periferie ha vita antichissima. Alcune antiche dinastie imperiali, disinteressate al primato dell’interesse nazionale, hanno sofferto pene infinite a causa della corruzione endemica.

Wu-ti, imperatore della dinastia Chou settentrionale, accompagnato da due dignitari. Particolare del rotolo "Tredici ritratti di sovrani" dipinto da Yen Li-pen, attivo alla corte dei T'ang. Boston, Massachusetts, Museum of Fine Arts
Wu-ti, imperatore della dinastia Chou settentrionale, accompagnato da due dignitari. Particolare del rotolo “Tredici ritratti di sovrani” dipinto da Yen Li-pen, attivo alla corte dei T’ang. Boston, Massachusetts, Museum of Fine Arts

Sicuramente tra i problemi che opprimono una realtà politica, uno dei più perniciosi, spesso causa della loro caduta. La corruzione sposta le risorse disponibili in maniera irrazionale e pericolosa generando l’impossibilità di adottare un’analisi positiva tra costi e benefici. A questo punto si pongono fuori mercato scelte e investimenti razionali efficaci. Divisione politica, personalismi e occulte manipolazioni dell’economia ne favoriscono la deformazione dei fondamenti, l’ingresso di capitali speculativi stranieri. La stessa crescita stabile viene inibita, accelerati i cicli economici e creati poteri autonomi rispetto all’autorità centrale del Partito e dello Stato. La decisione di realizzare un governo centrale unitario e forte in presenza delle tensioni economiche e politiche che si profilano all’orizzonte è la risposta che il Paese dà per un’espansione economica produttiva sul mercato globale. Gli sforzi del gruppo dirigente di Xi Jinping hanno già ottenuto risultati importanti con l’eliminazione in maniera capillare delle “tigri”, i grandi funzionari e delle “mosche”, i piccoli dirigenti che esercitano il potere in chiave personale. In effetti, tutta l’operazione in perfetto stile “pulizie di primavera” ha decimato in buona misura il Comitato centrale, a conferma che la politica cinese vuole un posto al sole e un cielo privo o con poche nuvole. Sotto il profilo militare, una parte degli armamenti sono stati esibiti durante la parata tenutasi nel luglio 2017, in occasione del 90° anniversario dell’Esercito di Liberazione Popolare. Hanno fatto bella mostra di se missili intercontinentali, aerei da trasporto, fighters J- 16 e J-20, droni, radar, elicotteri d’attacco, bombardieri. Praticamente non mancava nulla. Tutto riorganizzato e modernizzato. Così mentre Xi Jinping dimostra le sue qualità di governante prestigioso in pace e, dio non voglia, autorevole in guerra, crea e mantiene, con eccellente abilità, l’ordine. Infaticabile. Gestisce ogni forma di caos, protegge la salute dello Stato, stabilisce punizioni per truffe, corruzioni, saccheggi delle casse pubbliche e atti di insubordinazione politica con condanne che contemplano semplici multe, sospensioni e retrocessioni di carriera. Nei casi più gravi si applica la confisca dei beni personali, il carcere o la pena di morte». Mi raddrizzo sulla sedia. Ordiniamo ancora due birre. La collega sussurra che il nuovo imperatore cinese mostra lodevole sforzo, mano salda e grande abilità nel controllare e conciliare i punti di vista discordanti all’interno della Repubblica Popolare. Sventa colpi di palazzo, fronteggia, come un antico saggio, tutte le misure protezionistiche e promuove nuove vie della seta miliardarie. «Chi lo sa?» le rispondo «Per il momento, se i cinesi vogliono consolidare l’autorità della loro nazione e trasformarla in una grande potenza economica in grado di rivendicare un ruolo di guida a livello mondiale, è necessaria una figura carismatica che non venga messa in discussione sul suolo patrio. Molto probabilmente nel 2023 Xi Jinping verrà rieletto per un terzo mandato». L’era della globalizzazione contemporanea potrebbe diventare per la Cina quello che un tempo si definiva un periodo di splendore senza precedenti in fatto di prestigio, potenza e, speriamo, cultura. I due giovanotti attempati si alzano, diretti alla cassa. E se ce ne andassimo anche noi? Pizza e birra ci hanno soddisfatto, origliare la conversazione dei vicini ci ha permesso di allargare gli orizzonti e distratto dalle consuete chiacchiere inflazionate casa-lavoro. La collega sembra sul punto di parlare. Esita un po’, prende l’impermeabile dalla sedia, lo infila lentamente: «Tipi simpatici quei due. Sembravano due appassionati cultori dell’epopea cinese dei tempi futuri. Quando rifletto sull’avvenire, non posso fare a meno di ripiegare verso il passato. Non trovi che è possibile rappresentarlo come una specie di anticamera preparatoria per gli accadimenti che saranno?». «Chissà che non sia tutto scritto nell’antico Tao» rispondo. «Dice che il rigido e il duro appartengono alla morte. Come l’albero, che troppo rigido, si spezza. La rapidità e la risolutezza con le quali si è mosso Xi Jinping per gettare le basi della modifiche costituzionali fanno di lui il tenero e il debole che appartiene alla vita. Il forte e il grande stanno in basso. Il debole e il tenero stanno in alto. La rimozione dei limiti del mandato è il primo passaggio di un percorso che prevede il rafforzamento dell’autorità legittima del partito. Inoltre diminuisce la separazione con lo Stato ma soprattutto dimostra che il leader vuole restare al suo posto in un contesto di regole da lui stabilite». Increspiamo i nostri volti in un sorriso divertito. Con una massima illuminante si può comprendere bene la situazione. Non essendo in grado di suggerire altre spiegazioni colte e sapienti sulla conseguenza della crescita dell’influenza della Cina all’interno del sistema internazionale, decidiamo che è tempo di farci travolgere dalla pioggia che inonda il mondo, ci salutiamo, spalanchiamo gli ombrelli e sfidiamo pioggia e vento.

Ombrello
 

La storia dell’Impero Celeste è costellata da fondazioni di dinastie che hanno saputo utilizzare i mezzi e le occasioni che avevano di volta in volta a disposizione. Gli eventi e le prossime travolgenti imprese del nuovo figlio del cielo, i riflessi che la sua politica avrà sulla vecchia Europa, incarnano la sua preferenza a percorrere nuovi sentieri e fede nella propria capacità di orientamento su strade ardue e articolate. Ma con spirito di opportunità Xi Jinping abbraccia la memoria e le indicazioni sicure del passato. La storia del Catai è molto antica, i motivi che reclamano la sua conoscenza sono molti. Mi vengono incontro carichi di fascino e interesse. La Via della Seta sembra essere un luogo dell’anima, oltre che dell’economia, molto coinvolgente. È probabile che io passi qualche tempo immersa in altri tempi,tra porcellane bianche e blu, legno e bambù. Vi darò miei notizie.

Condividi

Lascia un commento