Soggiornare in “Italian Riviera” per una libera creatività.

Si sa, gli inglesi sono inarrestabili, vanno dappertutto. Possiedono una speciale curiosità e una spiccata predisposizione per l’avventura che li spinge a superare i confini di casa all’inseguimento dell’altrove. Sono escursionisti nati. Non importa quanto i luoghi siano inospitali, le genti bizzarre e gli spostamenti travagliati. Preparano i bagagli e partono.

Bagaglio vintage in coccodrillo - Pinterst personale.
Bagaglio vintage in coccodrillo – Pinterst personale.

Sofisticati, ironici e mutevoli, entusiasti e bellicosi, i figli di Albione si distinguono per comportamento aristocratico ed eleganza dei gesti. Hanno una deliziosa propensione per segreti e misteri, vivono in contee romantiche, tra baie isolate e ripide scogliere, possiedono un amore ostinato per il mare, i giardini, il teatro e le scommesse. Stravaganti e intelligenti, conoscono bene le contraddizioni umane. Gentili, garbati e tuttavia tremendamente volgari, perfezionisti e formali, non possono vivere senza il tè delle cinque e quella condizione di isolani che aspirano alla conquista del mondo.

La scrittrice inglese Rose Macaulay, un’infanzia libera e spensierata trascorsa sulle spiagge liguri, nel suo pungente e spassoso Una donna insolita, puntualizza come non esista al mondo un luogo che non pulluli di inglesi, inequivocabilmente incapaci di starsene a casa loro:“È questa, riguardo al nostro pianeta, una delle cose da tenere a mente: in ogni penetrabile angolo di esso, così come in quelli più impenetrabili, gli inglesi riusciranno sempre a penetrare”.

Sanremo - Giardini Imperatrice - Collezione privata.
Sanremo – Giardini Imperatrice – Collezione privata.

Per Elizabeth von Arnim, aprile in Riviera è così incantevole che la sua penna irriverente fa partire, direzione Castello di San Salvatore, Liguria, Italia, quattro donne che si conoscono a malapena tra loro, ma che condividono la noia e il grigiore di una vita fatta di emozioni represse, sentimenti imperturbabili e convenzioni meschine. L’amabile e devota Mrs Arbuthnot, che esita a concedersi qualche attimo di felicità, Lady Caroline Dexter snervata dalla “profonda e malinconica stanchezza dell’eccesso”, l’anziana Mrs Fisher, intrappolata nella ragnatela del passato, occupata a scoraggiare ogni attenzione affettuosa e infine, l’adorabile Mrs Wilkins, timida e impacciata ma pronta a farsi incantare da aromi, piante e visioni seducenti di iris, glicini, pervinche e rose che, a profusione, si rincorrono nel giardino del castello che le ospita. Siamo abituati a pensare che il tocco romantico dei fiori e la misteriosa poesia del verde esercitino sugli inglesi un’attrazione benefica e rivitalizzante. E così, in effetti, accade alle quattro signore, sollevate da una vita pallida e cupa dall’incantevole paesaggio ligure. Il giardino diventa fonte di energia e speranza, un centro con al suo interno le radici solide dell’esistenza.

Rapallo - Il Castello - Collezione privata.
Rapallo – Il Castello – Collezione privata.

Ho dimenticato dove, ma molto tempo fa ho letto che i sudditi di Sua Maestà non coltivano i giardini per abbellire le abitazioni, ma le costruiscono per ornare i giardini. Mentre il XVIII secolo si avviava al tramonto, in Inghilterra, dalle pieghe della spiritualità monasteriale, si era diffusa l’idea che il giardinaggio era la terapia più appropriata per alleviare sofferenze e dissolvere incertezze umane. Nei manuali di giardinaggio comparvero alcuni exempla volti a incoraggiano la fiducia: Things, to their best perfection come/ not all at once, but some and some. Le cose non arrivano alla loro perfezione di colpo, ma a poco a poco. Come dire che anche un piccolo fazzoletto di terra può essere trasformato in un luogo salutare per l’anima e la bellezza dell’intelletto, uno spazio dove lo spirito si affina all’osservazione paziente, al gusto e alla libertà. All’inizio dell’Ottocento, favorita dall’espansione commerciale planetaria, la Royal Horticoltural Society dà impulso al giardinaggio come nuovo stile di vita e promuove la conoscenza delle tante specie rare provenienti da Africa, Asia, Medio Oriente e Nord Europa.  Let’s go green, dunque. La natura può far accadere ogni cosa. I castelli e i giardini in cui l’umoristica ed esilarante penna di P.G. Wodehouse ambienta le imprevedibili storie di nobili squattrinati e spendaccioni, arguti maggiordomi e zitelle pungenti,  ereditiere spericolate e gelide aristocratiche si giovano della professionalità di tarchiati e risoluti giardinieri che coltivano improbabili zucche, teneri boccioli di rosa, deliziosi grovigli di rampicanti e sassosi vialetti contornati da crisantemi, dalie, denti di leone e margherite africane. Stravaganti ed esotici come gli amori e le avventure dei suoi personaggi, il parco di Wodehouse possiede quella atmosfera così cara a Gertrude Jekyll di giardino “comodo come un vecchio abito”. O  “un luogo di tranquilla bellezza e gioia per gli occhi  e di riposo e conforto per la mente”. Paesaggi naturali, cromatismi vegetali di fiori vagabondi, piante strane e terreni acidi: petali, corolle e boccioli diventano un’ occasione per conversare e pianificare un vero e proprio stile di vita tipicamente british. Ma, a richiamare gli inglesi in Riviera non bastano la bellezza del paesaggio, il clima mite, l’aria profumata. La possibilità di intraprendere nuove attività imprenditoriali fa si che esponenti di spicco della borghesia vittoriana trascurino per qualche momento le curiosità botaniche per dedicarsi allo sviluppo dell’industria pesante.

Sanremo - Giardini Imperatrice - Collezione privata.
Sanremo – Giardini Imperatrice – Collezione privata.

Genova, nella prima metà dell’Ottocento, vede la fondazione dell’officina meccanica Taylor & Prandi, inglobata, dopo il fallimento, dalla società industriale Ansaldo, nata in quegli anni nell’antico borgo di pescatori e agricoltori di Sampierdarena. Nelle periferie liguri, l’economia è in movimento. Si mescolano slancio capitalistico, fede incrollabile nel progresso, ottimismo e nuove iniziative. Entusiasma la conoscenza e il dominio sulla natura e monta l’onda impetuosa delle attività sportive. Mentre gli inglese esportano tennis e cricket, nelle palestre ci si prende cura della salute fisica e le società di ginnastica organizzano le prime gare di football. Il pallone si trasferisce all’estero con tessuti, derrate alimentari, prodotti industriali e la dottrina del libero commercio con i marinai di sua Maestà Britannica,  ben lieti di sgranchirsi le gambe una volta sbarcati nei porti italiani. Il gioco del calcio gode anche dei favori dei cittadini inglesi, dipendenti delle filiali delle ditte britanniche, dei diplomatici e dei funzionari delle ferrovie che si divertono a costituire le prime squadre locali per scaricare le tensioni accumulate durante la settimana lavorativa. A rendere ancora più piacevole l’incontro tra i sudditi britannici e fare della Riviera un posto piacevole dove stabilirsi definitivamente, le ottime relazioni tra Regno di Sardegna e governo inglese. E così si arriva al 7 settembre 1892, quando, forte la nostalgia per gli sports praticati sul suolo patrio, un numeroso e intraprendente gruppo di white-collar worker si presentano al consolato e al cospetto di Mr C. A. Payton, stabiliscono la nascita del Genoa Cricket and Athletic Club. La Riviera ligure cambia fisionomia. La borghesia inglese, piccoli gentiluomini laboriosi, ufficiali dell’esercito e insoddisfatti funzionari delle colonie in congedo, esponenti dell’aristocrazia, riservate signore e colte signorine insieme ad una compagine cosmopolita di scienziati, musicisti ed artisti, attratti dal clima piacevole e dal paesaggio ancora incontaminato abbandonano cieli plumbei e temperature gelide per costituiscono una colonia tra palme e profumi inebrianti. I più ricchi acquistano gli innumerevoli lotti edificabili per costruirvi le proprie ville affacciate sul mare, immerse in panorami che mescolano a vigneti ed uliveti, splendide piante esotiche. Modificano l’ambiente esterno e contribuiscono, con le consuetudini e i costumi anglosassoni alla trasformazione del paesaggio interiore dei liguri. La discrezione colta e la pragmatica signorilità delle inglesi, instancabili camminatrici  e giardiniere intraprendenti e donne emancipate rispetto alle italiane, creano stupore e portano ventate di novità. Concimazioni e semine sembrano non aver segreti per loro. Estirpano erbacce e potano arbusti, dipingono acquerelli con cieli radiosi e colline verdeggianti. Le loro case sono comode, dotate di biblioteche, servizi igienici e confortevoli poltrone. Gli inglesi leggono moltissimo e ad Alassio istituiscono la prima biblioteca circolante per i connazionali in vacanza e, poco dopo, la Pinacoteca Richard Whateley West, in onore dello straordinario artista irlandese che aveva preso dimora stabile in città e fissata su tela l’atmosfera del paesaggio ligure fino ai primissimi anni del Novecento. La Pinacoteca è anche sede della Biblioteca Inglese per il Fondo librario anglosassone che vanta oggi un patrimonio di circa 15.000 volumi. Per le esigenze culturali degli inglesi residenti a Bordighera si raccoglie una biblioteca di circa 22.000 volumi di testi di epoca vittoriana, oggi  ospitati nella Civica Biblioteca Internazionale della Città.  Non solo esplorazione, cultura e conquista. Gli inglesi sono anche raffinati ed eclettici collezionisti. Vantano la proprietà di imponenti macchine d’epoca, tesori di finissima ceramica, antiquate pendole, elaborati calamai. Non basta ancora, molto apprezzate le scatole di biscotti, raffinati gioielli, posate, specchi e mobili, libri e last but not least, fiori, tante e innumerevoli varietà di fiori insieme a una moltitudine di specie diverse di piante. In Riviera, spiccano molto le palme. Pianta esotica per eccellenza, la palma trova il suo luogo privilegiato nei giardini “segreti” delle meravigliose ville che i figli di Albione iniziano a costruire a partire dalla seconda metà dell’Ottocento.  A pochi chilometri da Mentone, sul promontorio della Mortola, il filantropo Thomas Hanbury, ricchissimo uomo d’affari, importatore dalla Cina di seta, tè e cotone, grande proprietario di beni immobili a Shanghai e primo direttore della linea ferroviaria costruita in Cina, acquista la villa abbandonata degli Orengo di Roccasterone. Ad occuparsi dei giardini sono il fratello Daniel, botanico e farmacognosta e l’architetto tedesco Ludwig Winter, già espertissimo giardiniere e disegnatore di uno splendido anemone che aveva riscosso grandissimo successo in Europa. Ma soprattutto, Winter è un appassionato cultore delle palme. Pianta prediletta insieme a rose e mimose, tanto da influenzare l’eleganza del vivere del tempo. L’esotica palma evoca il Medio Oriente, le oasi africane e i deserti mongolici. Winter sposa con le sue sperimentazioni botaniche, le bellezze paesaggistiche della Riviera di Ponente, la paziente eleganza dei giardini inglesi e le sensazioni irresistibili di terre lontane. L’effetto fascinatorio è assicurato. La palma piace molto già nell’antichità, quando è simbolo di bellezza, armonia e fecondità. Produce datteri, noci, olio e burro. Con le foglie delle specie mediterranee si  fabbricano scope, corde e crini vegetali. Gli Egizi la rappresentano su sarcofagi e scene tombali come divinità femminile protettrice dell’amore e della danza. A Roma, la palma esprime immortalità, vittoria e gloria. Nei Fasti del poeta Ovidio diventa la dea Palmaris sognata da Rea Silvia come rappresentazione di Romolo e Remo e della futura grandezza della Città Eterna.

Con l’avvento del Cristianesimo, l’immortalità e la gloria simboleggiate da questa pianta rientrano nella Verità rivelata dal Cristo. La palma diventa l’albero che collega cielo, terra ed inferi, tramite della divinità con l’uomo; diventa il Cristo stesso, il simbolo del mistero spirituale, della durezza del legno della Croce dove vengono espiate le colpe dell’umanità. È ai martiri che viene donata la palma della resurrezione come testimoniato dalle epigrafi sepolcrali e dagli affreschi presenti nelle catacombe. Talvolta la si unisce al monogramma del Cristo per indicare la vittoria spirituale di chi muore per la fede. In età rinascimentale, gli artisti  raffigurano la Felicità eterna nelle vesti di una giovane nuda seduta sopra il cielo stellato e con una corona di lauro sul capo, l’espressione gioiosa e una palma nella mano sinistra, simbolo del percorso irto di sofferenza e angustie per raggiungere la felicità del paradiso. Il padre carmelitano Vincenzo Maria di Santa Caterina in Viaggio all’Indie orientali, riferisce che gli abitanti dell’India erano soliti invocare la pioggia sacrificando animali da cortile davanti a dei terrificanti simulacri lavorati con foglie di palma.

Sanremo - Passeggiata imperatrice e Chiesa Russo Ortodossa. Collezione privata.
Sanremo – Passeggiata imperatrice e Chiesa Russo Ortodossa. Collezione privata.

Ma torniamo in Riviera, a fine Ottocento, quando tre autorevoli scozzesi  acquistano i poderi dell’attuale Villa della Pergola. Si tratta di George Henderson Gibb, ricco uomo d’affari, il generale William Montagu Scott McMurdo e la moglie, Lady Susan Sarah Napier, apprezzata coltivatrice di rose. Dopo il ritiro dalla vita pubblica, incantati dalla selvatica poesia della regione, acquistano una zona spesso raggiungibile solo attraverso mulattiere e ponti di legno, ma stupenda per la presenza di agrumi, olivi, carrubi e pergole sulle quali si inerpicano bellissime viti. La villa secentesca e il giardino vengono rinnovati con logge, bovindi e colonnati e di seguito si progetta la costruzione di Villa della Pergola lasciando libero il senso del rinnovamento e della trasformazione della bellezza. Qui i McMurdo trascorrono le loro winter seasons finché la proprietà non viene venduta e acquistata da sir Walter Hamilton Dalrymple. Il nuovo proprietario aggiunge entusiasmo e avvia nuove  sperimentazioni botaniche e architettoniche: aggiunge boschetti di cipressi e un maestoso eucalipto. Glicini e rose banksia iniziano a rifulgere sulle pergole rinnovate. Ninfee e piante acquatiche sono ospiti nelle fontane aggiunte all’interno della proprietà. Il parco della Villa di Dalrymple e La Mortola rivaleggiano tra loro e suscitano grandi emozione e stupore. Alcuni anni dopo, entrambe le  dimore vengono acquistate da Daniel Hanbury, uno dei figli di sir Thomas che arricchisce il parco di Villa della Pergola con nuovi effetti ornamentali e esemplari di raro splendore di palme azzurre, washingtonie, dactilifere e canariensis. Il suo desiderio di magnificenza esotica fa aggiungere al giardino altri ospiti, come le cycas e una collezione di cactacee, agavi e aloe provenienti dal giardino di Ventimiglia, superando in questo modo l’esaltazione tropicale voluta dal padre alla Mortola. A Sanremo abita anche un altro noto filantropo di chiara fama, Alfred Nobel. Inventore della dinamite, Nobel vive in solitudine in questa dimora in stile eclettico fino al 1896. Il parco della villa è un piccolo paradiso terrestre di 6000 metri in cui sono state messe a dimora palme da dattero, cycas e coltivazioni di ferocactus.

Sanremo - Villa Nobel - Pinterest personale.
Sanremo – Villa Nobel – Pinterest personale.

Di fronte a Villa Nobel, sempre in Corso Cavallotti, si trova Villa Ormond, uno dei polmoni verdi di Sanremo. La dimora, pesantemente colpita dal terremoto del 1887, viene acquistata e ricostruita, con una splendida terrazza, dall’imprenditore svizzero Ormond e dalla moglie, la poetessa francese Marie Renet.

Fontana di Villa Ormond - Pinterest personale.
Fontana di Villa Ormond – Pinterest personale.

Dopo l’acquisto da parte dal Comune di Sanremo negli anni Trenta, viene aperta ai visitatori. I suoi giardini, progettati con un “andamento a stanze”, presentano al pubblico un elegante palmeto con Phoenix dactylifera e Phoenix reclinata di grandi dimensioni, magnifici cedri e una zona interamente dedicata ai ficus. Ma, un momento, per non dimenticare una cosa importante…perché Sanremo è conosciuta in tutto il mondo come la Città dei Fiori?

Sanremo - Casino - Collezione privata.
Sanremo – Casino – Collezione privata.

Un suggerimento arriva proprio dal Parco di Villa Ormond. Nella palazzina Winter oggi ha sede il Museo del Fiore. La passione e lo stile del giardino anglo-italiano-mediterraneo, nata dall’impeto travolgente del collezionismo botanico ottocentesco, aveva assunto nella Riviera di Ponente aspetti innovativi rispetto a come era concepito il verde fino allora nella cultura occidentale. Giardinieri-artisti e appassionati proprietari esaltano l’accostamento armonico di un infinito assortimento di forme e colori dei tesori prodotti dalla natura o abilmente ibridati. In questo contesto Ludwig Winter progetta tecniche sempre più elaborate e naturalmente costose, per il trasporto delle Palme. In loco vengono utilizzati mezzi di sollevamento, ancoraggio, trasporto e l’uso di speciali casse di legno entro le quali le piante affrontano il viaggio per mare fino alla costa ligure. Nell’archivio Hanbury, i manoscritti di sir Thomas, conservati a Bordighera presso la biblioteca-museo “Clarence Bicknell” riportano notizie esaustive sui lavori da lui stesso approntati nelle sue proprietà e a  Villa Ormond oggi, si riannodano i fili della Storia della floricoltura in Riviera. Diventa possibile colloquiare con i personaggi che hanno contribuito alla costruzione del mercato del fiore reciso conosciuto in tutto il mondo e conoscere la prima Stazione Sperimentale di Floricoltura, creata con Regio Decreto nel 1925. Interessanti le testimonianze su villa Meridiana dei coniugi Calvino-Mameli, genitori di Italo e Floriano, le esperienze alla Villa Bel Respiro e al suo giardino, fino al 1967 quando nasce l’Istituto Sperimentale per la Floricoltura, come organo di ricerca del Ministero per le Politiche Agricole. Un anno importante è il 2004  quando si concretizza la volontà di dare una risposta a chi si chiede del perché Sanremo sia conosciuta nel mondo come la Città dei Fiori. Ecco, allora, il Museo, che, in un percorso articolato in spazi aperti e chiusi, ci riporta al Mercato dei Fiori del 1894 in Piazza Sant’Agostino a Ventimiglia. Vent’anni dopo, quando la coltivazione e la cura del verde escono dai giardini privati per diventare produzione industriale, il mercato viene spostato a Sanremo.

Sanremo - Piazza Eroi Sanremesi - Collezione privata.
Sanremo – Piazza Eroi Sanremesi – Collezione privata.

Nel 1905 Mario Calvino pubblica su Agricoltura ligure un articolo in cui si rammarica della scarsa intraprendenza dei giardinieri locali in merito alla produzione di nuove sementi e sull’ibridazione con savi criteri delle varietà presenti, come sulla ricerca di nuove. Non molti anni dopo inizia la produzione della rosa italiana che condizionerà il mercato internazionale almeno fino agli anni Settanta. La generosità di Villa Ormond offre un viaggia nel tempo per ritrovare quei personaggi eccezionali che hanno costruito la storia culturale della Riviera: da Ludwig Winter al botanico Clarence Bicknell, alla pittrice Beatrice Duval, al nizzardo Louis Isnart, capo giardiniere a Ospedaletti per giungere alla caparbia competenza dei coniugi Calvino che portano avanti la loro stazione sperimentale nonostante la spinosa e spesso ingombrante resistenza di chi non comprendeva il valore scientifico ed economico di un’attività di assoluta eccezionalità creativa.

Perché è vero ciò che disse Jünger quando affermò che «se l’animo umano si distoglie dalle cose umane e si volge alle piante, agli animali e ai minerali, non è affato un errore, come a volte si sente dire. Quell’atto può essere il segno di un puro sforzo di autoconservazione, il desiderio di prendere parte ad un’esistenza superiore». Come possiamo dimenticare che la natura offre la possibilità di aprirsi a sentimenti di grande piacere? L’ammirazione per la bellezza e la contemplazione di colori e strutture di fiori e piante induce, chi ancora non è stato del tutto travolto dall’incessante sgomitare della competitività, a quel magico spaesamento necessario per avvertire l’energia emanata dalle piante e poter accostarsi a sorprendenti insegnamenti e rapite meraviglie. Non è forse vero che Senofonte, per indicare i meravigliosi giardini fioriti di Babilonia, degni di sovrani e divinità, usa il termine paradeisos? E che tra i fiori, senz’altro la più apprezzata, è la rosa  fatta nascere da Erodoto nei giardini di Mida di Gordia?

Sanremo - Villa Zirio - Pinterest personale.
Sanremo – Villa Zirio – Pinterest personale.

Se restiamo in Corso Cavallotti, possiamo ammirare anche Villa Zirio, costruita su progetto dell’architetto francese Berenger per l’avvocato Giovanni Battista Zirio. Il progetto iniziale del parco è di Ludwig Winter. L’elegante dimora, per un breve periodo, ospita il principe ereditario Federico Guglielmo di Germania, gravemente sofferente per un cancro alla gola. Nonostante le cure del dottor Morell Mackenzie e il clima mite, Federico Guglielmo muore, dopo aver regnato per soli tre mesi. La sua nobile presenza, nel 1888, richiama in città giornalisti accreditati da famose testate europee che pubblicizzano la serena compostezza di Sanremo. Matilde Serao sul Corriere di Napoli, parla di una Sanremo comoda, bella, raffinata e di gran lusso, profumata di vaniglia e fiori d’arancio, immersa tra infinite tonalità di azzurro e verde. Delicata e discreta, Sanremo è una città di sogno e la Riviera di Ponente, per tanti è ormai una soglia per l’altrove.

Se vi sentite ispirati e volete colorare le vostre giornate di vacanza, potete leggere sotto l’ombrellone: Una donna insolita di Rose Macaulay, Un incantevole aprile di Elizabeth von Arnim, Testamento di un giardiniere di Gertrude Jekyll e Le signore della botanica di Elena Macellari. Per una lettura intellettualmente elegante va bene: Foglie e pietre di Ernst Jünger e per non farvi mancare “pagine di vero divertimento”: Un grosso affare di P.G. Wodehouse. Buone letture e statemi bene!

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