Le tentazioni culinarie di Fritz

Pomeriggi di gennaio silenziosi e riservati. Le finestre, velate dai vapori della cottura in cucina, proteggono i segreti della casa. Gatto dorme con gli occhi stretti stretti, pelosa ciambella morbida. La coda, che di tanto in tanto sospira, si scuote, dondola lenta, poi resta immobile, cade verso il pavimento. Un punto esclamativo sospeso nell’aria. Solo il naso, sembra veramente vivo. Gatto ha un mantello mimetico, appare e scompare dal divano, come lo Stregatto di Lewis Carroll. Forse dorme o forse cerca la verità in se stesso. Il gatto, si sa, è un camminatore solitario, un essere saggio che Dei pietosi hanno donato agli uomini per guarirli dalle loro infelicità. Questo gatto qui, il mio gatto, conosce i segreti della vita e ha sviluppato una relazione pacifica con il mondo. Lo gestisce secondo le sue attitudini e dona generosamente agli altri la sua serenità. È uno spirito contemplativo e come tale gode del momento presente, uno stato celestiale. La sua condizione  è qualcosa di ineffabile. Immagino che conosca se stesso. E, insegna Meister Eckhart, chi conosce se stesso, conosce tutte le cose.

Gatto di Endre Penovàc - Pinterest personale
Gatto di Endre Penovàc – Pinterest personale

A volte, per imparare a comprendere bisogna sperimentare molto, tanto. Sperimentare continuamente, fermarsi, osservare, gustare, annusare, toccare, sentire e sentirsi. Sono i segni di cambiamento che parlano nel tempo in cui esisti.

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Peccati di gola e regole monastiche

«Essenziali per la vita umana sono l’acqua, il pane, la veste e la casa per proteggere la nudità», Ecclesiastico XXIX. Adesso invece ai golosi non bastano più i frutti degli alberi, o i diversi generi di legumi, le radici delle erbe, i pesci del mare, gli animali della terra o gli uccelli del cielo, ma vanno in cerca di spezie, si procurano aromi, si nutrono di pollame, scelgono gli animali più grassi cucinati dall’arte dei cuochi più raffinati e riccamente preparati dai servitori». 

Fino a pochi giorni fa eravamo immersi nella frenesia delle festività, affannosamente occupati a nutrirci di frutti proibiti ad alto contenuto calorico. Abbiamo affollato mercati e supermercati, cucinato per il palato di amici e parenti, rielaborato le vecchie e super collaudate ricette della nonna, commentato la reputazione e il duro lavoro degli chefs stellati. Abbiamo banchettato con lo stesso gusto di Nero Wolfe  alternato a qualche senso di colpa. La continentia doveva aspettare tempi migliori. Nonostante i consueti buoni propositi, abbiamo inseguito cibo e piacere. Ci siamo forse perduti in situazioni moralmente eccepibili?

Adriaen van Utrecht (Anversa, 1599 – Anversa, 1653) Banquet Still Life, 1644, Rijksmuseum
Adriaen van Utrecht (Anversa, 1599 – Anversa, 1653) Banquet Still Life, 1644, Rijksmuseum

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