Ardenne di guerra e champagne ghiacciato

Julian Lambert era stato un bambino freddoloso. Nei giorni in cui vento e gelo si insinuavano nelle fenditure del vecchio cottage, sfuggiva al freddo dormendo con uno scaldaletto bollente al massimo. Le mani fredde, le infilava nelle tasche per proteggerle con il calore del corpo. La mattina, prima di uscire e percorrere la strada che lo portava a scuola, indossava due paia di guanti di lana. Spesso non bastavano. I maglioni di mohair lavorati con i ferri artritici  della vecchia Liversidge, nubile e imbronciata amica di famiglia, venivano accolti cordialmente sotto forma di dono prezioso. Si riprometteva di chiedere a sua madre di indossare le mutande lunghe che suo padre si rifiutava di mettere malgrado le temperature polari. Sebbene provasse un certo imbarazzo all’idea di sovraccaricarsi di indumenti, Julian aveva fantasticamente realizzato che il freddo era parte di una certa fragilità femminile, preferiva accettare la ruvida e indiscreta presenza delle mutande di lana che concedere a brividi gelati e invadenti tremori di torturarli il corpo. Poi, un giorno, il freddo si stufò di abitare la persona di Julian Lambert e se ne andò da qualche altra parte. Leggi tutto “Ardenne di guerra e champagne ghiacciato”

Maschere, commedie e vini teatrali

Sapete quella soddisfazione profonda, quel senso di vittoria, di esausto compiacimento, di soufflé spossato che vi prende quando avete profuso tutte le energie per raggiungere l’obiettivo che vi eravate posti? Quando niente vi può fermare, quando siete tutto un rimescolio e imperterriti vi muovete per raggiungere la meta e quando siete finalmente in cima, vi abbandonate a respirare il profumo della vittoria e pensate che siete stati ambiziosi, fiduciosi e appassionati? E che adesso siete straordinariamente stanchi? Comunque alla fine il vostro proposito è stato raggiunto? Ecco, così si sentono i partecipanti de Il comitato Amici del Teatro del paese. Finalmente nelle sue tasche è depositato un bel gruzzolo, generosamente elargito da alcune istituzioni beneamate. La festa può iniziare. Anzi lo spettacolo. L’associazione di donne generose che si prodigano per reprimere la noia e la formazione di riprovevoli pensieri e disdicevoli azioni, sono pronte per assemblare corpi, emozioni, cultura, cartapesta, stoffa e polvere da palcoscenico. Leggi tutto “Maschere, commedie e vini teatrali”

Paté, Parmiggiano e Malvasia. Peccati di gola.

La S.V. è invitata a trascorrere la gelida notte della Candelora nella dimora di sir Roger de Coverley. Che non è un vero sir perché è il nostro amico Ruggero detto de Coverley  in quanto amante della suddetta danza praticata su suolo britannico durante la Reggenza del principe Giorgio per onorare la stagione invernale. Le motivazioni per i divorzi sono infinite, le soluzioni per risalire la china, anche. Ruggero mitiga l’angoscia della solitudine, pardon dell’autonomia, con annesso carico/scarico lavatrice e stiratura camicie in solitaria, con corsi di ballo onnicomprensivi. Oltre ai consueti salsa, merengue, cha cha cha, i suoi maestri di volteggi e saltelli allungano il programma di apprendimento, costituito dalle consuete figure zeppe di giravolte e altre grammatiche danzerine, con alcuni ardimentosi movimenti ritmici più aulici e classici che descrivono balli come sarabanda, minuetto e la macchinosa Sir Roger de Coverley.

Le incessanti pressioni della solitudine sentimentale incoraggiano prodigiose alchimie umane e procurano irresistibili desideri di novità.

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Meditazioni spagiriche con Puligny Montrachet

Inaspettatamente, è rientrata al paese la zia Corallina.

Collezione privata

Priva di sue notizie da qualche mese a questa parte, ero giunta alla conclusione che eventuali informazioni su vagabondaggi e salute dell’ottuagenaria parente li potevo avere solo se avessi dato per prima segnali di vita. Insomma era da qualche giorno che mi ripromettevo di telefonarle. Corallina non ama parlare al telefono fisso, figuriamoci al cellulare. Di solito comunica con tradizionali lettere recapitate a domicilio dal postino. Di Corallina si può dire che gode da sempre di una robusta vitalità, poca propensione alle relazioni parentali e un’intensa nostalgia delle lontananze.

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Tre parche e vini galanti

Manca poco meno di una settimana alla fine di gennaio. Salgo sulla terrazza per vedere il creato invernale. L’aria punge, gelida. Un velo di nebbia ripara il paese dagli occhi indiscreti del mondo.

Ci avviciniamo ai fatidici rigidi giorni della merla. O almeno io spero che sia così, quei bei giorni freddissimi, cielo azzurro cristallo e nuvole zucchero filato. Il cuore dell’inverno è ancora ghiacciato ma le bacche rosso corallo del sorbo vicino avvisano che posso iniziare a festeggiare il sole che inizia a scaldare la terra.

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