Cardamomo, papiro e incenso per sognare Timbuktù.

Mettiamo che il peso delle consuetudini vi opprima e che convenzioni e obblighi vi abbiano stancato. Da un bel po’ i vostri giorni sono grigi. Il sole fatica a fare capolino nella vostra vita, doveri e pratiche da sbrigare non vi danno tregua. Mentre vi convincete che i momenti piacevoli tardano ad arrivare, il cuore vi comunica l’urgente bisogno di rintanarvi su un atollo.

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Birra rossa con sapere sublime ed eminenti virtù in casa Xi Jinping

Vi è mai capitato di avvertire un incontenibile desiderio di pizza e birra rossa in una serata di inizio primavera buia e tempestosa? Una di quelle serata con il cielo solcato da bagliori sinistri in stile sorprendentemente Frankestein junior, dove i tuoni fendono lo scrosciare dell’acqua con rombi cupi e fragorosi?

Bagliori sinistri

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Caccia al ladro. Moghul in fuga.

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Edizione straordinaria. Rocambole è riapparso.

Rocambole
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Spariti da Palazzo Ducale a Venezia, alcuni gioielli di grande valore appartenenti alla collezione Al Thani. Bellissimi. Si ritiene che l’autore del colpo sia il famoso e audace Rocambole. Abile e perfetto gentiluomo, di molto ingegno nell’arte del furto, Rocambole si è preparato con un lavoro certosino a prelevare in tutta sicurezza, alcuni bei gioielli che fanno parte del tesoro dei Moghul, esposto nelle teche della Sala dello Scrutinio. Nessun errore di concetto o di prassi, nonostante un’azione del genere impegni una «intensa carica emotiva». Questo ladro dall’innato spirito di avventura, ha saputo forzare la serratura senza apparente difficoltà e farsi largo tra gli altri visitatori con in tasca una spilla e un paio di orecchini di ingente valore. Raggiunta piazza San Marco, si è dileguato tra la folla. Che sia riuscito ad aprire la teca con tanta facilità è indice di perizia certosina e accesa vocazione per il pericolo e la gloria. L’eccezionalità dell’evento è data anche dal fatto che i gioielli sono spariti a poche ore dalla chiusura della mostra ai visitatori. I difensori dell’ordine pubblico operano nel più stretto riserbo. Personaggio inventato dal visconte Pierre Alexis Ponson du Terrail, Rocambole è un eroe positivo, un ladro gentiluomo dalle buone intenzioni, mai rovinate e immiserite da offese e atti violenti. Prode, valente, lesto di mano e di sagace intelligenza, questo simpatico ladro scivola tra la folla e le valenti guardie per svanire subito dopo in luoghi lontani e sconosciuti.  Voglio saggiamente anticipare che quello che scrivo non vuole essere uno stimolo a delinquere, non sia mai!, ma è innegabile che possedere anche un unico pezzetto dei gioielli Moghul potrebbe far esultare un cuore romantico o addolcire l’umore di qualche acida e affaticata signora alle prese con un consorte indifferente o un capo ufficio grossolano.

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Tamerlano va a Samarcanda

    

  • Guarda a te d’intorno ora in Samarcanda!
  • Non è regina del mondo? Non è la prima
  • fra tutte le città? Non ne regge i destini
  • con la sua ferma mano? In tutta l’immensa gloria
  • che il mondo conobbe non sta nobile e sola?
  • Se mai cadesse il suo estremo gradino
  • già offrirebbe il piedistallo ad un trono! 
  • E chi ne è sovrano? Timur-colui
  • che la gente attonita vide procedere
  • a gran passi, altèro sopra agli imperi,
  • un bandito col diadema sulla fronte!

Samarcanda trova la sua forza vitale nelle radici solide della storia. È una delle più antiche città del mondo, famosa per la sua posizione invidiabile sulla  «via della seta», aperta dai mercanti cinesi che cominciano a viaggiare verso occidente, attraverso l’Asia centrale. Di qua passano seta, lacche, perle, ambra, tessuti di lana e lino, corallo, vetri e altre pietre preziose. È una città da primato. Non ultimo, quello di essere talmente ricca e splendida da far sì che i Mongoli di Genghiz khan riversino la consueta energia esplosiva nel suo saccheggio. Nonostante i drammi bellici, chiamiamoli disorientanti per la popolazione, a Samarcanda la meravigliosa, abitanti e governanti si rimboccano le maniche per recuperarla all’antico splendore e riportarla ad essere punto di riferimento per chi si sposta avanti e indietro sulle rotte commerciali. Se da una parte, le conquiste dei Mongoli si accompagnano a drammatiche distruzioni, dall’altra i nuovi sovrani unificano una parte molto vasta degli immensi territori asiatici e promuovono, con la sicurezza di viaggiatori e mercanti, la curiosità della conoscenza e il gusto per l’ignoto. Infine, forse in una notte blu mistero,Tamerlano ne fa la capitale da Mille e una Notte del suo vasto impero. Di un incanto ammaliante, Samarcanda è uno scrigno di monumenti architettonici, belli da togliere il fiato. Il cuore della città medievale, è il Registan, la piazza pubblica circondata da tre grandi madrase, la Madrasa di Ulugh Beg, la Madrasa Sher-Dor, la Madrasa Tilya-Kori. 

Foto di Stefano Motta
Foto Stefano Motta. https://triestemongolia.expandev.com/

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