Silente solitudine in zona S. Giovanni al Natisone.

È vero, siamo stati avvertiti. La giornata FAI a S. Giovanni al Natisone avrebbe potuto subire delle variazioni. Ma noi, piccolo gruppo di impavidi archivisti paleografi, complici aria tiepida e sole garrulo, pensiamo solo a godere della visita a villa De Brandis con estrema fiducia, cinguettanti come merli canterini e gracchianti come corvi.

Parcheggio San Giovanni al Natisone
 

 

Il parcheggio davanti alla dimora gentilizia è, ai miei occhi, inspiegabilmente vuoto. Stupore, meraviglia o ingenuità? Siamo tutti avvezzi a non trovare luoghi di sosta liberi che tanto spazio ci lascia sbalorditi. Ci incamminiamo verso la villa, sede dell’attuale biblioteca civica, dove troviamo, ahimè, i cancelli sbarrati.

Parcheggio San Giovanni al Natisone
 

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Ardenne di guerra e champagne ghiacciato

Julian Lambert era stato un bambino freddoloso. Nei giorni in cui vento e gelo si insinuavano nelle fenditure del vecchio cottage, sfuggiva al freddo dormendo con uno scaldaletto bollente al massimo. Le mani fredde, le infilava nelle tasche per proteggerle con il calore del corpo. La mattina, prima di uscire e percorrere la strada che lo portava a scuola, indossava due paia di guanti di lana. Spesso non bastavano. I maglioni di mohair lavorati con i ferri artritici  della vecchia Liversidge, nubile e imbronciata amica di famiglia, venivano accolti cordialmente sotto forma di dono prezioso. Si riprometteva di chiedere a sua madre di indossare le mutande lunghe che suo padre si rifiutava di mettere malgrado le temperature polari. Sebbene provasse un certo imbarazzo all’idea di sovraccaricarsi di indumenti, Julian aveva fantasticamente realizzato che il freddo era parte di una certa fragilità femminile, preferiva accettare la ruvida e indiscreta presenza delle mutande di lana che concedere a brividi gelati e invadenti tremori di torturarli il corpo. Poi, un giorno, il freddo si stufò di abitare la persona di Julian Lambert e se ne andò da qualche altra parte. Leggi tutto “Ardenne di guerra e champagne ghiacciato”

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Arlecchino, Pantalone e il vino di Josko.

Avete presente quella sensazione di soddisfatto entusiasmo che vi coglie nell’istante in cui avete raggiunto l’agognato obiettivo? Quel momento speciale per il quale avete trascurato tutto e impiegato tante ma tante delle vostre energie, senza mai mollare? Vi sentite al settimo cielo, avete l’umore alto ma sperimentate anche uno strano turbamento, quasi un senso di perdita. Vi sentite, come dire, un poco soufflè sgonfio…puffffff… Fino a pochi istanti prima niente vi avrebbe potuto fermare. C’era tanta elettricità in voi e lavoravate nel migliore dei modi, con una vitalità insospettabile, senza sprecare alcuna possibilità. Finalmente, raggiunta la vetta, vi abbandonate, vi sciogliete e aspirate il profumo della vittoria. Avete raggiunto l’espressione più compiuta del vostro impegno. È tempo di brindare. Così è per i soci del Comitato Amici del Teatro che hanno raggiunto il loro scopo. Alcune istituzioni benefiche si sono generosamente offerte a donare un piccolo tesoro che servirà a rendere omaggio alla tradizione teatrale. La festa può iniziare. Anzi lo spettacolo. L’associazione, composta da donne generose, prodighe a sollevare da noia, riprovevoli pensieri e disdicevoli azioni il paese sulla collina, è pronta per organizzare corpi ed emozioni, cultura, cartapesta, stoffa e polvere da palcoscenico. Leggi tutto “Arlecchino, Pantalone e il vino di Josko.”

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Paté, Parmigiano e Malvasia. Peccati di gola.

La S.V. è invitata a trascorrere la gelida notte della Candelora nella dimora di sir Roger de Coverley. Che non è un vero sir perché è il nostro amico Ruggero detto de Coverley in quanto amante della suddetta danza praticata su suolo britannico durante la Reggenza del principe Giorgio per onorare la stagione invernale. Le motivazioni per i divorzi sono infinite, le soluzioni per risalire la china, anche. Ruggero mitiga l’angoscia della solitudine, pardon dell’autonomia, con annesso carico/scarico lavatrice e stiratura camicie in solitaria, con corsi di ballo onnicomprensivi. Oltre ai consueti salsa, merengue, cha cha cha, i suoi maestri di volteggi e saltelli allungano il programma di apprendimento, costituito dalle consuete figure zeppe di giravolte e altre grammatiche danzerine, con alcuni ardimentosi movimenti ritmici più aulici e classici che descrivono balli come sarabanda, minuetto e la macchinosa Sir Roger de Coverley.

Thomas Rowlandson - Caricatura

Le incessanti pressioni della solitudine sentimentale incoraggiano prodigiose alchimie umane e procurano irresistibili desideri di novità.

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